I 6 motivi per scegliere il LED e abbandonare le lampade fluorescenti

Complice la sempre maggiore spinta da parte delle istituzioni in favore di una fluida transizione ecologica, è diventato urgente mantenersi al passo, se non anticipare, le tendenze che influenzano i materiali e la componentistica industriale e la progettazione di macchinari ed utensili.



Ed è per chiarire alcuni aspetti fondamentali della transizione e per fornire ciò di cui ha bisogno chi disegna e produce macchinari industriali che abbiamo elencato qui i sei motivi fondamentali per lasciarci alle spalle i neon a favore dei LED.


1. Energia pulita

I dispositivi al neon contengono, all'interno della loro camera sigillata in vetro, gas nobili come l’argon, il kripton, lo xeno o, appunto, il neon. Accolgono però anche una piccola quantità di vapore di mercurio, sostanza nemica dell'ambiente nelle fasi di smaltimento, e potenzialmente pericolosa anche per l'uomo e ogni forma di vita. Gli elettrodi posti alle estremità sollecitano i gas che producono radiazione nell'ultravioletto e il rivestimento in fosforo emette radiazione visibile sotto forma di luce.


I LED, ossia Light Emitting Diode, invece, non contengono gas nobili e neppure sostanze dannose come il mercurio. La luce in questo caso è prodotta dal movimento degli elettroni. Al passaggio di una corrente minima, il semiconduttore si “accende” emettendo una luce priva di infrarossi e ultravioletti, quindi perfettamente sicura.


2. Luce immediata

Per la sua composizione, il neon non permette una accensione immediata. Ossia la luce emessa ha bisogno di un certo tempo per arrivare al suo livello massimo e in quel lasso di tempo si sperimenta un fastidioso sfarfallio. Questo è dovuto all'interazione tra starter e reattore (o ballast) che operano per raggiungere tensione elettrica pari a 400 V, fondamentale per il funzionamento del tubo al neon.

A lungo andare, questo causa notevole disagio all’operatore che potrebbe accusare cefalee ricorrenti, peggioramento della vista e abbassamento del livello di produttività.


Il LED non ha bisogno di tempo per performare al suo massimo, basta accenderlo. Grazie alla sua struttura infatti, è da subito in grado di illuminare al massimo della sua capacità, velocizzando quindi i tempi della linea produttiva industriale.


3. Ottima resa

I tubi fluorescenti al neon forniscono un’ illuminazione diffusa a 360°, che se non è ben gestita con l’utilizzo di materiali riflettenti, potrebbe andare dispersa.


Le sorgenti luminose a LED invece irradiano luce diretta nel ventaglio dei 120°; e in questo caso il 100% della luce generata può venire sfruttata e diretta verso la superficie da illuminare, senza dispersioni e senza ricorrere ad altri elementi riflettenti. Tutto questo si traduce in una maggiore efficienza rispetto al comune tubo a neon.


4. Una lunga vita

A causa della sua delicata struttura, in vetro contenente gas, il tubo al neon possiede un ciclo di vita particolarmente breve. Può infatti deteriorarsi con facilità, con perdite di gas, conseguente calo della performance luminosa e rischio per la sicurezza, che portano alla necessità di interventi di manutenzione frequenti e costosi. L'alto livello di calore emesso, inoltre, causa il rapido deperimento dei componenti.


I dispositivi a LED invece sono costruiti con materiali e componenti che ne favoriscono la durata senza perdita di efficienza luminosa. Il decadimento luminoso infatti è molto lento nel tempo rispetto ai neon: si attesta a livello L70. Inoltre la luminosità del dispositivo LED si abbassa gradualmente nel tempo invece di interrompersi improvvisamente come nelle lampade tubolari a fluorescenza.


Gli apparecchi di illuminazione a LED forniti da CCEA garantiscono un ciclo di vita nominale offrendo almeno il 70% del flusso luminoso iniziale su una durata di vita di 60.000 ore.


5. Risparmio energetico e monetario

Un altro aspetto da considerare nel confronto tra dispositivi luminosi tubolari al neon e i LED, sta nel misurare la rispettiva efficienza energetica.

I tubi LED vantano consumi del 30/50% inferiori rispetto a quelli dei tubi al neon, avendo una potenza in watt decisamente inferiore, pur mantenendo una resa luminosa molto elevata. Questo si traduce direttamente in costi di illuminazione più bassi e in una maggiore efficienza energetica per un intero impianto produttivo che utilizzi apparecchi a LED.

Ad esempio, se sostituiamo una lampada al neon da 40 W come un tubo T8 di 120 cm con la nostra lampada tubolare Teide Eco (potenza massima 25 W) e ipotizziamo un uso medio di 6/8 ore al giorno, è evidente che il consumo annuo con le due diverse lampade diventa notevolmente inferiore nel caso del dispositivo LED. Risparmio annuale chiaramente visibile anche in bolletta, a fronte di performance luminose decisamente migliori, senza disturbi e sfarfallio.


6. Installazione semplice e veloce

Le lampade tubolari a LED progettate e attentamente studiate, come quelle firmate CCEA, godono di uno studio sulle misurazioni particolarmente attento: come ad esempio un diametro perfettamente fitting negli spazi occupati da un dispositivo neon, e sistemi di connessione semplificati grazie ad opzioni con cavo e connettore. Un motivo in più per sostituire quanto prima i vecchi tubi neon nel tuo macchinario industriale e iniziare fin da subito a beneficiare di costi contenuti e maggiore sicurezza e comfort dell’operatore.


Non possiamo inoltre dimenticare che la normativa europea prevede un progressivo stop alla produzione dei dispositivi come i tubi neon T8. Meglio quindi non farsi cogliere impreparati e procedere in tempi brevi all'allineamento dei propri sistemi industriali, per dire definitivamente addio a sfarfallio, costi di manutenzione, alto dispendio energetico e breve vita dei dispositivi installati.