Ecodesign e architettura energetica, le nuove regole

E' il 2019 quando viene pubblicata la normativa sull'ecodesign 2019/2020, la Single Lighting Regulation (SLR) che racchiude, per la prima volta in un unico documento, l'integrazione di tutti gli elementi della legislazione Ecodesign per i prodotti del settore illuminazione.





Nello specifico, la normativa in vigore dal 1° Settembre 2021 ha attuato lo stop alla produzione e l'eliminazione graduale delle lampade fluorescenti compatte integrate CFLi, di alcune lampade alogene ad alta e bassa tensione e delle lampade fluorescenti T12 / T2. Incorpora inoltre tutte le sorgenti luminose in un'unica formula di determinazione dell'efficienza energetica.


Un altro passo avanti

Ma è dal 1° Settembre 2023 che compiremo un altro importante passo avanti verso un futuro di efficienza energetica e consapevolezza verso l'ambiente. Da quella data infatti assisteremo alla rimozione dal mercato delle lampade fluorescenti T8 e delle lampade alogene con attacco pin G4,GY6.35, G9.


Il Regolamento 2019/2020 stabilisce le specifiche per la progettazione di sorgenti luminose ed unità di alimentazione strutturate in modo separato, secondo una logica ecocompatibile, ma anche di sorgenti luminose ed unità di alimentazione separate commercializzate come componenti di un prodotto contenitore, con cui si identifica un prodotto contenente una o più sorgenti luminose o unità di alimentazione separate, o entrambe.


E' ufficialmente un addio

Come anticipato, a Settembre 2023 verrà bloccata la produzione dei tubi fluorescenti T8, di lunghezza 600 mm, 1.200 mm e 1.500 mm, con l'obiettivo di arrivare a risultati di risparmio energetico davvero ambiziosi. Entro il 2023, si punta a risparmiare un quantitativo di energia pari al consumo annuo della Danimarca, ossia 167 terawatt. Da quel momento in poi, non ci si pone limiti, e insieme ad un nuovo sistema di etichettatura, si prendono in esame anche i parametri visivi, oltre a quelli energetici, uniti a caratteristiche come la facilità di rimpiazzare i componenti a fine vita.


Un panorama di trasformazione quindi, atto a far diventare la riduzione dell'impronta energetica un obbligo interiore, facilitato da nuove regolamentazioni su scala continentale.


Cambiare fa bene

E' vero, non ci si può far trovare impreparati. Il 2023 è vicino, ma ci sono alcuni passi da compiere che sono facilitati dall'alto numero di alternative presenti sul mercato.


Le lampade come i nostri modelli TCity e TLed sono state progettate appositamente per sostituire i precedenti tubi a fluorescenza: possiedono infatti il medesimo diametro dei più comuni in circolazione e sono quindi perfette per il retrofit, senza inoltre aver bisogno di forature o di modifiche alla struttura del macchinario. Ma il vantaggio non termina qui.


Bisogna considerare innanzitutto il risparmio energetico e di conseguenza quello sui costi: un passaggio a lampada LED tubolare può portare ad un risparmio sui consumi di circa il 66%.


Bisogna inoltre ricordare che le lampade LED garantiscono una piena efficienza già all'accensione, oltre ad annullare lo sfarfallio, causa di aumento dei consumi e di un notevole discomfort dell'operatore dopo ore di utilizzo.


Vantaggi dell'illuminazione LED

La qualità della luce dei tubi ad incandescenza non è paragonabile a quella delle lampade LED, questo è assodato.

Ma ci sono innumerevoli vantaggi che forse non sono di così immediata percezione, quando si decide di adottare un sistema di illuminazione LED per macchinari industriali.


Per quanto riguarda la qualità della luce, i LED raggiungono un livello di stabilità e un grado di CRI molto buono. Questo si traduce in un maggior comfort visivo dell'operatore e in un immediato incremento della produttività.


Non si può dimenticare che la tecnologia di illuminazione LED è altamente personalizzabile: la sua caratteristica di programmabilità, permette di plasmare la performance sulle reali esigenze del cliente, a seconda dell'utilizzo e dell'ambiente di lavoro oltre che del macchinario su cui viene applicata.


Colore del fascio luminoso, intensità, direzione e modalità di illuminazione diretta o indiretta, le customizzazioni sono illimitate, proprio per raggiungere il massimo livello di operatività, come ad esempio all'interno delle cabine di verniciatura, dove la qualità e il colore della luce assumono importanza fondamentale, o nel settore orafo, in cui è necessario un fascio luminoso preciso, ma che non crei disagio all'operatore dopo lunghe ore di lavoro.


I LED inoltre, al contrario dei tubi a fluorescenza, non contengono mercurio e sono molto più semplici da smaltire alla fine della loro, comunque lunghissima, vita. Possono infatti raggiungere i 12 anni di utilizzo, che tradotto in ore di lavoro, significa una performance di 50/60 mila ore, in combinata con una struttura esterna estremamente resistente.


Un buono spunto

E' impossibile far finta di niente.

E' vero, la normativa europea sta influendo sulle scelte dei produttori orientando ogni movimento verso una maggiore sensibilità verso l'ambiente. Essa porta con sé conseguenze come la semplicità di smaltimento, il ridotto accumulo di rifiuti non riciclabili, una vita più lunga per gli apparecchi e un notevole risparmio energetico e monetario da parte di chi opera nell'ambito manifatturiero e non solo.


Ci troviamo davanti quindi, ad un'ottima occasione per riflettere su dove dirigerci e per fare scelte consapevoli, orientate verso un futuro che porti vantaggio alla nostra realtà. Scegliendo di sostituire gli attuali tubi a fluorescenza T8 con lampade tubolari LED per macchinari industriali, scegliamo di essere un passo avanti, e di non farci cogliere impreparati alla prossima, ormai vicina, scadenza normativa.